Martedì 10 Giugno 2014
ROMA - È di 2200 esuberi il costo che dovrà affrontare Alitalia per
«rafforzare la compagnia». A fronte di un investimento di 560 milioni da
parte di Etihad.
Ha scelto l'occasione della presentazione del rapporto Enac, Gabriele Del Torchio, ad di Alitalia, per intervenire sulla trattativa con la compagnia degli Emirati. L'accordo potrebbe essere raggiunto in settimana - sarà discusso venerdì in cda - ma le premesse sono decisamente dure. Il «segnale importante per l'economia del Paese» costringerà, infatti, molti dipendenti a tornare a casa.
Nessuno sconto e nessun tentativo di mascherare i tagli. Sarà un processo «complesso, faticoso e doloroso: non ci sono alternative, ne va della sopravvivenza di 11mila e passa persone che resteranno». Per gli esuberi saranno studiate «forme di tutela sociale», però, fuori dall'azienda. Rimane aperta la partita del debito con le banche. «Verrà chiesto loro un sacrificio», ha dichiarato Del Torchio. E anche quella della «bandiera». La maggioranza della compagnia rimarrà in mani europee. «Non stiamo vendendo a potenziali partner di Abu Dhabi - ha dichiarato Del Torchio - ma vogliamo mettere a fattor comune sviluppo e sinergie per ottenere capitali». Immediate le reazioni dei Sindacati. «Si sbaglia di grosso nel merito e nel metodo - ha detto Mauro Rossi, Filt Cgil - mentre sono ancora in corso le interminabili trattative con le banche, Del Torchio dà per inevitabili oltre 2 mila licenziamenti. Non mi viene in mente un aggettivo diverso da scorretto, con riferimento al bombardamento mediatico sugli esuberi». E le trattative vanno avanti, nonostante le polemiche.

Nessun commento:
Posta un commento