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lunedì 9 giugno 2014

Roma choc: solo sesso e botte per il bimbo, mai una carezza. L’orco è suo padre

ROMA - Mai una carezza, solo botte. Anche di notte, senza motivo. Ma l’aspetto peggiore della vita di quel bambino di 9 anni di Ostia non era ancora stato rivelato. All'età di 10 anni, quando il tribunale dei minori, accertate le incapacità di tutti e due i genitori, ne ha disposto l'affidamento a una casa famiglia, è emerso ben altro: abusi sessuali. Il papà, venerdì sera, dopo ore di camera di consiglio è stato condannato a dieci anni di carcere per quegli abusi dai giudici della X sezione del tribunale di Roma.  L’INDAGINE
Il pm Pierluigi Cipolla ne aveva chiesti sette. L'imputato, un cinquantenne all'apparenza irreprensibile, incassata la condanna, è andato via a testa bassa. Un tempo per i corridoi del Piazzale Clodio lavorava come addetto alle pulizie. «Non m'aspettavo di tornarci da imputato e per queste accuse infondate» si è sfogato. Il papà condannato per violenza sessuale aggravata sul figlioletto, infatti, ha sempre respinto le accuse ma ha trovato il muro dei magistrati che hanno fatto scudo e protetto il bambino, ormai adolescente. Del caso, in fase di inchiesta, si era occupata direttamente il procuratore aggiunto Maria Monteleone, il magistrato che coordina i colleghi del pool dei reati sessuali. In un primo momento, era il 2010, il fascicolo era stato aperto solo per maltrattamenti ma poi sono emersi gli abusi di natura sessuale.  LA RIVELAZIONE
Il bambino non aveva mai parlato del suo dramma. E anche quando ha deciso di aprirsi lo ha fatto in maniera sofferta. Nelle audizioni protette con gli psicologi è riuscito soltanto a raccontare che il il papà pretendeva «ciò che un uomo fa con una donna». Il resto lo ha scritto. Solo così gli operatori della casa famiglia «Chiara e Francesco» di Torvaianica, che hanno assistito per un periodo la piccola vittima, hanno raccolto le sue richieste di aiuto.  Non è la prima volta che gli operatori di «Chiara e Francesco» collaborano con l'autorità giudiziaria per smascherare abusi su bambini da parte di insospettabili. Grazie a un'altra segnalazione, qualche mese fa, l'educatore di una casa famiglia, specializzato nell'assistenza dei bambini in difficoltà, è stato condannato a nove anni di carcere per aver abusato di un bimbo romano che era stato allontanato insieme agli altri sei fratelli dalla mamma. L'educatore adesso è sotto inchiesta anche davanti al tribunale di Velletri per le molestie a bambini disabili che assisteva a domicilio per conto di alcuni Comuni: approfittava del rapporto stabilito col bambino per spogliarsi e pretendere carezze.  IL FENOMENO
Intanto, emerge un dato allarmante: nel 2013 i reati contro i minori e le fasce più deboli hanno subito un forte incremento. I procedimenti per questo tipo di delitti sono stati 7.295, il 33 per cento in più rispetto all'anno precedente. Sono aumentati del 37 per cento invece i reati per prostituzione minorile e pedopornografia. Solo qualche giorno fa un altro papà, un informatico romano, è stato condannato per abusi sulla figlioletta di 8 anni, in questo caso, addirittura filmati. La pena: dodici anni.                    -LEGGO-

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